Accueil Tourisme Névache Plampinet Vallée étroite
Qualche passo più in là dal nostro sentiero, sul quale stima camminando, una sorpresa: un camoscio alza in modo deciso la testa e s’immobilizza.
Il tempo si sospende.
Un faccia a faccia sorprendente, curioso e quasi inquietante. Uno si muove, l’altro scappa, svelando dietro di lui altri esemplari che sembravano nascosti.
L’incontro è durato lo spazio di un istante, ma resterà impresso nel cuore e nello spirito. Nel territorio di Névache, nella parte alta della valle possono
facilmente capitare questo tipo di incontri imprevisti. Che siano incontri animali, canti e voli della fauna o “incontri floreali” raffinati e intensi,
rimarranno momenti indimenticabili.
Cincia dal ciuffo o alpestre, stiaccino, cardellino: i passeri ci allietano le orecchie nei nostri territori.
Caprioli che saltano o aironi a caccia, l’occhio è in agguato ai primi passi del mattino lungo la Clarée. Un po’ più in alto, dove finisce la foresta,
la marmotta “prende il sole” o mangia l’erba. In un ammasso di sassi l’ermellino vivace e curioso vi sorprende. Nei laghi in alta quota, la Trota Fario
o il Salmerino Alpino vi salutano con una fugace apparizione, mentre il Codirosso o il Culbianco si divertono nell’alpeggio
Nei dintorni un po' più in alto si possono vedere tranquilli e maestosi Stambecchi, agili Camosci e la Pernice bianca spiccare il volo improvvisamente.
Vicino ai paesi, i frassini e il sorbi montani mescolano la loro rigogliosa macchia ai pini silvestri e ai larici. Nei boschi e salendo in quota,
i "piccoli alberi rosa", i rododendri si alternano alla dolce finezza della anemone epatica e al gliglio martagone disseminato nel sottobosco.
Il bianco dei narcisi, il giallo dei botton d'oro e delle cistaceae, il violetto del garofano selvatico, il viola intenso dele campanule,
il blu delle genziane e dei nontiscordardimé: i prati sono una "palette" (una tavolozza) di un immaginario pittore.
Chissà se avrete la fortuna, sulle vette ventose o sulle creste, di trovare la stella alpina o il genepi?
Nell’immobilità del paesaggio troviamo la roccia dolomitica del massiccio de Cerces dallo splendente candore, i conglomerati di calcare giallastro dei Thures.
Qualche traccia nera al colle del Chardonnet testimoniano della presenza di graffite, mentre il Gran Galibier appare ancora bianco… di neve.
Lungo la La Carée (rive droite) le falese di quarzite del Queyrellin du Trias contrastano con le argilliti nere del carbonioso lago del Serpente e delle Gardioles,
sulla riva sinistra (rive gauche).
Il licheno geografico riveste le pietre di un verde vivace, mentre il lichene arancio li decora con un’altra impronta colorata.
E a ll’insieme dei colori della geologia sono avvicinate le forme della geomorfologia glaciale e fluviale… storia di rilievi montani.
Benvenuti quindi nella magia delle nostre montagne, tra cime e avvallamenti, colli e alpeggi, laghi e trorrenti, a qualche kilometro dalle alte cime del parco nazionale de Ecrins. I nostri panorami in alta quota, con una estensione di 360 gradi, vi rivelano la Barre des Ecrins, le Pelvoux o la Meije e la grandezza delle loro estensioni di ghiaccio e di minerali. Più vicino la Pointe des Cerces, il Mont Thabor o la Tête de la Cassille, che stupiscono i vostri occhi e vi invitano a altre escursioni più in alto. Il colle de Buffère vi introduce alla valle della Guisane, quello delle Rochilles vi direziona verso la Savoie, mentre il colle della Scala, a piedi o in macchina, vi invita a scegliere di arrivare a Bardonecchia o in valle Stretta. Cascate rumorose, torrenti tumultuosi, foreste di abeti, alpeggi verdastri, vasti terreni franati, creste dentellate, laghi azzurri, sentieri, balconi naturali: tutto vi sorride e vi invita a nuove gite "névachaises!".