• Il patrimonio achitettonico

    Il nostro comune possiede un ricco patrimonio culturale e architettonico: chiese e cappelle affrescate, antichi forni per il pane, case con i tetti in larice, meridiane, senza dimenticare le molte piccole cappelle disseminate nella montagna.

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La chiesa di Saint-Marcellin a Névache

È stata costruita su una antica "maison forte" del Quindicesimo secolo. L’antica torre del castello è poi diventata il campanile che diventa a punta nel 1633.
Il cuore della chiesa, fatta da volte a costoloni, ospita una pala d'altare del Diciottesimo secolo e l'interno conta 15 statue. Nell'antica prigione del castello, si trova il tesoro tra cui il pezzo più pregiato è un calice in rame incrostato da smalti dell'Undicesimo secolo.

La cappella Sainte-Hippolyte
(A Roubion, all’incrocio della trada che porta al Colle della Scala)

Questa cappella del Quarto secolo è stata la parrocchia di Névache sino al Quindicesimo secolo. La statua di St Hippolyte (1612) che si trovava in questa cappella, è ora nella chiesa di Saint-Marcellin a Névache.

La chiesa di Saint-Sébastien à Plampinet

Costruita nel 1510, questa chiesa di stile romanico è sormontata da un campanile dalla punta bombata; all’interno si trovano magnifici affreschi del Sedicesimo secolo, tra cui il ciclo dela passione in 21 tavole.

La cappella di Notre-Dame des Grâces

Situata a Plampinet e costruita nel Quindicesimo secolo in stile romanico, presenta all’interno un bel insieme di affreschi che illustrano i peccati capitali e le virtù corrispondenti. I sette peccati capitali sono incatenati gli uni agli altri al collo e si dirigono verso la gola aperta dell’Inferno.

Le cappelle

Sono numerose, in particolar modo nella parte alta della valle e sono spesso decorate con affreschi. Una delle più affascinanti è la cappella Sainte-Marie a Foncouverte (costruita nel 1627), mentre quella che si trova più in alto nel territorio comunale è quella del monte Thabor (m 3170).

I forni per il pane

Ciascuna frazione della valle possedeva il proprio forno per fare il pane. Anticamente il forno era utilizzato dalle famiglie del paese per due sole grandi “infornate anuali”: la prima in primavera per le scorte estive e la seconda in autunno per quelle invernali. La durata della cottura si allungava su un periodo di un mese e il forno funzionava di continuo. Ciascuna famiglia preparava l’impasto a casa utilizzando il proprio mulino famigliare.